<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4961877616273692100</id><updated>2011-07-08T02:04:04.485-07:00</updated><category term='Letteratura'/><title type='text'>Uno, nessuno e centomila</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Aleas</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217951788658266596</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_IfiBHXp3P-w/TAV5_kAg0UI/AAAAAAAAAAg/Y5UoGjjOuAY/S220/occhio.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>5</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4961877616273692100.post-6585792937261231864</id><published>2010-07-20T13:05:00.000-07:00</published><updated>2010-07-20T13:08:49.621-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;articolo scritto da&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/user/TheDreamer2627"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;The Dreamer&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ci sono attrici che noi, ragazzi di oggi, consideriamo miti assoluti: da Kristen Stewart, per i twilighters, a Vanessa Anne Hudgens, per i fans di High School Musical, passando per Laura Esquivel, per chi adora il Mondo di Patty. Sono tutte attrici giovanissime, di fascino e talento, non dico di no. Ma è possibile che rimangano troppo legate alla loro epoca, al 2010, e che, magari, tra sessant’anni, nessuno le ricorderà più oppure verranno considerate antiquate e il loro mito svanirà. Ci sono, invece, attrici del passato che sono state e sono tuttora dei miti. Menziono le interpreti dei primi film sonori, che si misero in luce soprattutto per la loro bellissima voce e il loro fascino: Marlene Dietrich, Greta Garbo, Bette Davis&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;e Joan Crawford. Un po’ più in là nel tempo, nascono altri miti. Due nomi per tutti: Marilyn Monroe e Grace Kelly. Ma loro ci sembrano troppo lontane, troppo leggendarie, come delle divinità. Rivedendo qualche loro film ci sembrano creature esterne al mondo e irraggiungibili. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;Ma c’è un’attrice che fa eccezione. Dal fisico esile, il lunghissimo collo da cigno, le movenze leggere, il viso dolce e semplice, da ragazza acqua e sapone. Il suo nome? Audrey Hepburn.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;Di recente Rai Tre ha proposto un ciclo di quattro film a lei dedicato, intitolandolo “Semplicemente diva”. Mai nome più azzeccato, perché Audrey è una diva assoluta nella sua spiazzante semplicità.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Un riepilogo dei film trasmessi?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;-il 16 giugno, “Sabrina”, del 1954, con Humphrey Bogart;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;-il 23 giugno, “Colazione da Tiffany”, del 1961, con George Peppard;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;-il 30 giugno, “Vacanze Romane”, del 1953, con Gregory Peck;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;-il 7 luglio, “Insieme a Parigi”, del 1964, con William Holden.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;Il 16 giugno, mi sono seduta davanti alla TV per scoprire chi fosse davvero questa splendida Audrey Hepburn. Posso dire che sia stato amore a prima vista. Dalla prima sua scena di “Sabrina”, dove lei, povera figlia dell’autista di una ricchissima famiglia, assiste, nascosta dietro un albero, alla festa da ballo in casa dei padroni e osserva il rampollo, di cui è innamorata persa, mi sono accorta che, in quella ragazza di 25 anni, il talento abbondava, così come la bellezza acqua e sapone. Audrey, secondo me, è l’attrice più versatile del mondo del cinema: dall’anatroccolo che decide di dare una svolta alla sua vita trasformandosi in un bellissimo cigno (“Sabrina”), alla svampita di turno che nasconde dei tremendi segreti riguardanti il suo passato (“Colazione da Tiffany”), alla principessa che decide di abbandonare i suoi doveri reali per vivere un giorno nella normalità (“Vacanze Romane”), alla segretaria di uno scrittore che lo salva dalla rovina innamorandosi di lui (“Insieme a Parigi”), passando per la povera fioraia che, per una scommessa, diventa una lady e trova l’amore (“My Fair Lady”, che Rai Tre non ha trasmesso)… Audrey riesce a passare da un ruolo all’altro conservando la stessa grazia principesca, stando attenta, però, a non risultare troppo distante agli spettatori, anche dopo quasi sessant’anni. Bellissima.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;Il film che mi è piaciuto di più è stato “Vacanze Romane”, interamente girato a Roma con comparse italiane. Le scene esilaranti non mancano. La principessa Ann, interpretata da Audrey Hepburn, è spassosa quando le si sfila una scarpa durante una cerimonia ufficiale. Una delle scene più famose è quella in cui il geniale (e bellissimo *w*) Gregory Peck, interprete del giornalista Johnny, a caccia dello scoop perfetto, decide di condurre la ragazza, che ha riconosciuto come la principessa Ann, alla Bocca della Verità. Johnny infila la mano nella fessura e finge di rimanerne senza. Meravigliosa la Hepburn, che spicca un salto e si porta le mani alla bocca! Perché ho parlato di Gregory Peck come “geniale”? Perché la falsa perdita della mano era improvvisata, non era scritta nel copione e, dunque, la Hepburn si è davvero spaventata da morire! Un film dolce e romantico, ma, come ho detto prima, anche esilarante, con due attori protagonisti da far girare la testa (a coronare i meravigliosi sorrisi della Hepburn, c’è la classica alzata di sopracciglio di Gregory Peck *w*).&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;In ordine di preferenza, poi, ci sono “Sabrina”, “Insieme a Parigi” e “Colazione da Tiffany”. Ve li consiglio, tutti e quattro! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;" &gt;E voi? Qual è la vostra classifica tra quelli trasmessi da Rai Tre? E il vostro parere sulla semplice diva Audrey Hepburn? Commentate, commentate, commentate!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4961877616273692100-6585792937261231864?l=centomilaunonessuno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/feeds/6585792937261231864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/2010/07/articolo-scritto-da-dreamer-ci-sono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default/6585792937261231864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default/6585792937261231864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/2010/07/articolo-scritto-da-dreamer-ci-sono.html' title=''/><author><name>Aleas</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217951788658266596</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_IfiBHXp3P-w/TAV5_kAg0UI/AAAAAAAAAAg/Y5UoGjjOuAY/S220/occhio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4961877616273692100.post-7765512824856074472</id><published>2010-07-13T02:01:00.000-07:00</published><updated>2010-07-13T02:04:02.987-07:00</updated><title type='text'>Il gioco della morte: il (finto) sadismo in tv fa riflettere</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;luned&lt;/span&gt;ì, 12 luglio di www.trendystile.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a che punto ci si può spingere per 'assecondare' il mezzo televisivo al giorno d'oggi? Questa è la domanda che si è posto il giornalista francese Christophe Nick, che ha realizzato lo scioccante documentario ‘La zone Extreme – Jeu de la mort’ (La zona estrema – Il gioco della morte), andato in onda su La 7 lo scorso 8 luglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il docu-reality è il risultato di un esperimento che ha coinvolto ottanta persone, selezionate grazie alla pagina di un noto giornale per partecipare ad un nuovo game-show di France 2. In studio, ciascun concorrente deve porre delle domande, appositamente predisposte dagli autori, ad un altro candidato che, in caso di risposta sbagliata, viene sottoposto ad una scarica elettrica che aumenta di 20 volts per volta, fino ad un massimo di 460 volts. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il gioco, i concorrenti colpiti dalle scosse si dimenano, soffrono visibilmente e supplicano il ‘torturatore’ di turno di smettere con la sadica punizione, ma quasi tutti i loro ‘colleghi’ restano indifferenti alle richieste e, su sollecitazione della conduttrice Tania Young e del pubblico in studio, continuano ad infliggere le scariche elettriche ad ogni risposta errata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se c’è una consolazione in tutto questo, essa è rappresentata dal fatto che in realtà le scariche elettriche sono fittizie e i ‘torturati’ sono solo degli attori che fingono di provare dolori lancinanti. Il quiz, infatti, è un docu-reality choc, che mostra fino a che punto un individuo sia disposto ad arrivare se investito di un’autorità considerata legittima in una particolare situazione, come in questo caso la possibilità di ‘punire’ un’altra persona nel corso di un quiz televisivo con un mezzo che, in condizioni normali, nessuno penserebbe di usare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista sociologico, questo ‘esperimento’ trae le sue origini dallo studio sul rapporto tra sottomissione e autorità sviluppato dallo psicologo americano Stanley Milgram negli anni ’60, che dimostrò che il 62,5% dei soggetti analizzati nella sua ricerca, investiti di una certa autorità in un dato contesto, erano disposti a causare la morte di un altro individuo. Nel caso del docu-reality francese ‘La zona estrema – Il gioco della morte’, i concorrenti del quiz show che si sono resi ‘disponibili’ a torturare gli altri con scariche fino a 460 volts sono stati l’80%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto sorgono inevitabilmente alcune domande che ci portano a riflettere su quello che al giorno d’oggi è il rapporto tra mass media e pubblico. Al di là delle considerazioni sociologiche, il docu-reality di Christophe Nick, la cui messa in onda è stata molto contestata in Francia, testimonia una realtà televisiva puramente immaginaria oppure prefigura la possibilità che un prodotto simile trovi veramente spazio, in futuro, sul piccolo schermo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre parole, è davvero possibile che, prima o poi, quella che alcuni chiamano ‘la follia televisiva’ odierna oserà realizzare programmi tv finalizzati a trasformare gli esseri umani in carnefici e vittime, di fatto tutti indistintamente ‘schiavi’ della legittimazione (concessa da ‘sua maestà’, l’autorità televisiva) a torturare e a farsi torturare davanti a milioni di telespettatori?  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al giorno d’oggi la televisione esplora già luoghi impervi, talora oltrepassando i limiti del buon gusto e dell’accettabile. Ciò non accade solo con i reality show, additati come prodotti in cui alcuni valori tradizionali e apparentemente inattaccabili sono seriamente messi in discussione, ma anche con altri tipi di programmi che affrontano in maniera sempre più superficiale temi come il sesso, la violenza, l’amore, i conflitti familiari e via dicendo, riscuotendo tuttavia grandi consensi da parte del pubblico.&lt;br /&gt;In definitiva, è davvero questo l’unico modello televisivo vincente del 2000?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4961877616273692100-7765512824856074472?l=centomilaunonessuno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/feeds/7765512824856074472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/2010/07/il-gioco-della-morte-il-finto-sadismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default/7765512824856074472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default/7765512824856074472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/2010/07/il-gioco-della-morte-il-finto-sadismo.html' title='Il gioco della morte: il (finto) sadismo in tv fa riflettere'/><author><name>Aleas</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217951788658266596</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_IfiBHXp3P-w/TAV5_kAg0UI/AAAAAAAAAAg/Y5UoGjjOuAY/S220/occhio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4961877616273692100.post-4332794702307037747</id><published>2010-07-02T05:56:00.000-07:00</published><updated>2010-07-02T06:28:22.208-07:00</updated><title type='text'>Le profezie di Nostradamus</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);font-family:Arial Black;font-size:180%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:Arial;" &gt;Il 7 luglio è stato concesso ampio spazio  alla quartina X, n. 72, delle Centurie, la sua opera più famosa. Questi  quattro versi chiamano in causa il settimo mese della fine del secolo, anzi del secondo  millennio. Il testo recita:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:Arial;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’an mil neuf cent nonante sept mois                                                                                                        du ciel viendra un grand  roy d’effrayeur                                                                                            ressusciter le grand roy d’Angoulmois                                                                                                avant apres mars regner par  bonheur.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:Arial;" &gt;Secondo una accurata traduzione a cura di Carlo Patrian (&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nostradamus, le profezie&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;), la quartina significherebbe:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:Arial;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'anno millenovecentonovantanove, al settimo mese,                                                                        Dal cielo un gran Re del terror calerà                                                                                                        D'Angumese il gran Re risusciterà,                                                                                                            Pertempo prima e dopo Marte Regnerà.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-family:Arial;" &gt;Dopo i numerosi rompicapi di commentatori che si sono succeduti dopo la  pubblicazione dell’opera, avvenuta il 1° marzo del 1555, presumere non solo di tradurre il testo,  ma anche di capirlo con esattezza, sarebbe fuori luogo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/b&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Ci si può contentare di ricavare le grandi linee  di questo messaggio al quale non si può negare una dimensione profetica, o almeno previsionale. Proviamo a  capirci qualcosa: in questo settimo mese dell’ultimo anno del millennio dal cielo verrà un  grande re portatore di spavento, che risusciterà il gran re d’Angoulême il quale  dopo marzo regnerà per la felicità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Gli interpreti si sono sbizzarriti. Alcuni identificano questa settimana di  luglio con la coincidenza dell’eclisse solare dell’11 agosto. Quanto al Re d’Angoulême  c’è chi vi scorge l’anagramma del Moghoul o di altre locuzioni similari,  identificate col Pakistan, che possiede l’atomica e ne ha minacciato l’uso durante la  recente crisi dei rapporti con l’India, la quale condivide con lo scomodo  vicino, oltre al sottosviluppo, anche la triste ricchezza nucleare. A consolazione si può  interpretare il primo verso riferendosi al grande spavento che dal cielo si è abbattuto  sulla Serbia e sul Kosovo ad opera degli aerei della Nato. Tutto questo, grazie a Dio, è  già accaduto e sembra che le cose vadano verso una soluzione, e noi, come il naufrago  dantesco, "guatiamo" alla riva con la gioia di chi è fuori dall’incubo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Qualcuno ricorda che tra il luglio e l’agosto del  1900 a Monza si verificò l’assassinio di Umberto I. Quando la notizia si sparse per l’Europa parve appunto di  sperimentare questo tipo di liberazione, tant’è vero che le serate danzanti si  animarono più di prima e le spiagge si popolarono eccezionalmente – si ricorda in  particolare la spiaggia di Ostenda – in un’epoca in cui la corsa al mare era agli  inizi. Nostradamus è un personaggio simpatico, rovinato solo dall’eccessiva  credulità dei suoi lettori, dei commentatori, e dai circa sei milioni di seguaci, che  si propongono di dimostrare coi fatti la sua veridicità. Uno di essi, Shoko Asahara,  quattro anni fa, entusiasmato dal suo messaggio, credette giunto il momento di fare  qualcosa per affrettare la fine del mondo e seminò il gas letale Sarin nella metropolitana di  Tokio, causando decine di morti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;La sociologa Eileen Barker ha affermato che  dobbiamo aspettarci altri simili gesti. Gli assalti a scuole e ristoranti, i suicidi collettivi delle cronache  dimostrano che queste previsioni non sono campate in aria, e non possiamo permetterci di  imputare questi eccessi a Michel Notre Dame (appunto, Nostradamus), nato a St. Rémy de Provence  nel 1503 e deceduto nel 1566; dapprima medico, poi, in occasione della morte di  Enrico II (1555), folgorato dalla vocazione profetica, frequente nei secoli XVI-XVIII;  basta pensare a Cagliostro, che indovinò parecchi casi, ma non previde il proprio atroce  destino. Egli s’immerse nella meditazione della storia e dei Libri Sacri che riuscì a  raggiungere, dando il primato alla Bibbia. Studiò attentamente la storia, mise in dinamismo la  capacità di collegare fatti e di dinamizzare la fantasia, credette di descrivere in  anticipo gli avvenimenti che si sarebbero succeduti nel mondo fino all’anno 3797: un  Barbanera di larghissime vedute, che, preso nella forma dovuta e con le  indispensabili riserve, può aiutare l’umanità a evitare grandi e spesso inutili sofferenze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Dal profeta Nostradamus passiamo al munus profetico, inteso nella sua  dimensione costruttiva. Papini, nella lettera agli scienziati (Lettere agli uomini  di Papa Celestino VI, Firenze 1947, 119) fonde le due categorie e ne presenta alcune  caratteristiche. Dopo aver detto che in vita non sono stati compresi, prosegue: «Hanno  spalancato finestre e sfondato porte, hanno evocato nuove stelle nel cielo notturno. Come sono  belli e arditi! Come è agile il loro passo, come è grave e onnipotente la loro azione!  Compiono sulla terra azioni che nel carcere della terra ogni carceriere ha sempre  rigorosamente proibito, azioni che determinano rivolgimenti improvvisi di tutte le cose».&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Don Mazzolari nella Samaritana (Alba 1944, 120)  presenta una mirabile colleganza tra le due dimensioni della profezia: «Per molti un profeta è poco più di un  indovino: ma il vedere i fatti che saranno domani è solo un aspetto della missione che  Dio affida al profeta, un dono divino per dargli udienza e autorità. Il profeta è la  voce di Dio nelle ore dello smarrimento e dell’abiezione, quando i richiami ordinari non  bastano più a sollevare il popolo. E sa ricondurlo sulle vie del bene. Egli viene  mandato come giudice dei re e dei sacerdoti, difensore dei poveri e degli oppressi, nunzio di  giustizia e di bontà». Nel saggio La più bella avventura (Brescia 1934, 146), il  parroco di Bozzolo ricordava che «le più belle pagine della Chiesa furono scritte dalle  anime inquiete. Coloro che trovano tutto a posto, che non avvertono nessuna stonatura,  che placidamente si svegliano, mangiano, ruminano, s’addormentano, saranno degli ottimi  funzionari e dei subordinati esemplari, mai degli apostoli».&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Nostradamus non è un profeta nel senso  biblico-ecclesiologico, ma anche dalle sue pagine possiamo estrarre salutari allarmi che insegnino agli uomini  l’eliminazione di quelle tossine che producono le orribili epidemie delle inimicizie e  delle guerre. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:78%;"  &gt;Da Vita Pastorale n° 8/9  Agosto/Settembre 1999&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:78%;"  &gt;Articolo preso da "&lt;a href="http://digilander.libero.it/rinnovamento/documenti/rass_011.htm"&gt;Le profezie di Nostradamus&lt;/a&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;Le &lt;a href="http://www.robertolapaglia.org/nostradamus.htm"&gt;profezie di Nostradamus relative al 2010&lt;/a&gt; sono le seguenti:&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CUtente%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} table.MsoTableGrid 	{mso-style-name:"Griglia tabella"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	border:solid windowtext 1.0pt; 	mso-border-alt:solid windowtext .5pt; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-border-insideh:.5pt solid windowtext; 	mso-border-insidev:.5pt solid windowtext; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;table class="MsoTableGrid" style="border-collapse: collapse; border: medium none;" border="1" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="width: 68.4pt; border: 1pt solid windowtext; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="91"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;        &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Centuria&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="width: 66.05pt; border-width: 1pt 1pt 1pt medium; border-style: solid solid solid none; border-color: windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="88"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Quartina&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="width: 68.4pt; border-width: medium 1pt 1pt; border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="91"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;II&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="width: 66.05pt; border-width: medium 1pt 1pt medium; border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="88"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;31&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="width: 68.4pt; border-width: medium 1pt 1pt; border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="91"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;II&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="width: 66.05pt; border-width: medium 1pt 1pt medium; border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="88"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;6&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="width: 68.4pt; border-width: medium 1pt 1pt; border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="91"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;III&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="width: 66.05pt; border-width: medium 1pt 1pt medium; border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="88"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;68&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="width: 68.4pt; border-width: medium 1pt 1pt; border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="91"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;IV&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="width: 66.05pt; border-width: medium 1pt 1pt medium; border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="88"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;85&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="width: 68.4pt; border-width: medium 1pt 1pt; border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="91"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;V&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="width: 66.05pt; border-width: medium 1pt 1pt medium; border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="88"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;93&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="width: 68.4pt; border-width: medium 1pt 1pt; border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="91"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;IX&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="width: 66.05pt; border-width: medium 1pt 1pt medium; border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="88"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;3&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="width: 68.4pt; border-width: medium 1pt 1pt; border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="91"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;IX&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="width: 66.05pt; border-width: medium 1pt 1pt medium; border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="88"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;54&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="width: 68.4pt; border-width: medium 1pt 1pt; border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="91"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;X&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="width: 66.05pt; border-width: medium 1pt 1pt medium; border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; padding: 0cm 5.4pt;" valign="top" width="88"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;56&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4961877616273692100-4332794702307037747?l=centomilaunonessuno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/feeds/4332794702307037747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/2010/07/le-profezie-di-nostradamus.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default/4332794702307037747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default/4332794702307037747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/2010/07/le-profezie-di-nostradamus.html' title='Le profezie di Nostradamus'/><author><name>Aleas</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217951788658266596</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_IfiBHXp3P-w/TAV5_kAg0UI/AAAAAAAAAAg/Y5UoGjjOuAY/S220/occhio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4961877616273692100.post-1270917739668567200</id><published>2010-06-06T03:08:00.000-07:00</published><updated>2010-06-06T03:41:31.445-07:00</updated><title type='text'>Esaudire i nostri desideri</title><content type='html'>"Tutti noi siamo in grado di realizzare i nostri desideri.&lt;br /&gt;Il primo passo consiste nel lanciare all'universo un'intenzione pura, ossia un desiderio che non sia contaminato da idee negative o ansie derivanti dalla società in cui viviamo, dalla famiglia, dal nostro passato. L'intenzione pura è quella tipica dei bambini, in quanto proviene dal profondo del cuore.&lt;br /&gt;Così facendo, lasciamo all'universo i dettagli, scatenando un meccanismo in cui le forze cosmiche si adoperano per inviarci dei segnali e creare delle occasioni utili per la realizzazione dei nostri sogni.&lt;br /&gt;Naturalmente, dobbiamo essere in grado di coglierle, perchè senza impegno non è possibile raggiungere ciò che desideriamo.&lt;br /&gt;Supponiamo che io desideri avere la macchina dei miei sogni, ad esempio una Spider. La mia intenzione è pura quando non la accompagno, seppure inconsciamente, con frasi come "però...chissà quanto costa", o "chissà se me la graffieranno" o ancora "chissà che impressione darò alla gente con questo acquisto". In questi casi, caricando il mio desiderio di zavorre mentali, non sono in grado di coglierei segnali che l'universo mi offre per facilitarmi la strada, tutto mi apparirà offuscato e ambiguo e dovrò impegnarmi il doppio per raggiungere il mio traguardo.&lt;br /&gt;Inviando all'universo un desiderio puro, al contrario, le possibilità di realizzarlo si moltiplicheranno ed angoscia e fatica saranno minime."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto dal libro "Le coincidenze di Deepack Chopra"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4961877616273692100-1270917739668567200?l=centomilaunonessuno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/feeds/1270917739668567200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/2010/06/esaudire-i-nostri-desideri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default/1270917739668567200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default/1270917739668567200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/2010/06/esaudire-i-nostri-desideri.html' title='Esaudire i nostri desideri'/><author><name>Aleas</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217951788658266596</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_IfiBHXp3P-w/TAV5_kAg0UI/AAAAAAAAAAg/Y5UoGjjOuAY/S220/occhio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4961877616273692100.post-6594960781862994038</id><published>2010-06-01T13:39:00.000-07:00</published><updated>2010-06-01T14:03:05.121-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Uno, nessuno e centomila</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ciao a tutti!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il seguente blog, "Uno, nessuno e centomila" è un diario virtuale dove si può esprimere ciò che si vuole, qualsiasi argomento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Prende il nome dalla novella di Luigi Pirandello, destinata al rappresentare l'incomunicabilità dell'uomo di fronte alla società, date le sue molteplici personalità nelle altrettante situazioni che lo coinvolgono ogni giorno con persone diverse...ma questo lo sappiamo tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ebbene, è proprio questo che questo blog vuole trattare: i vari momenti della nostra vita, nelle nostre diverse maschere ogni giorno, tutti i nostri pensieri su quello che è oggi il mondo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Dato che è stato da poco creato, &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 255);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uno,_nessuno_e_centomila"&gt;UNC&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt; necessita di sostenitori e topic!!! what are you waiting for???&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Di seguito, la storia di Vitangelo Moscarda: (fonte &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uno,_nessuno_e_centomila"&gt;wikipedia&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il protagonista di questa vicenda , Vitangelo Moscarda, è una persona  ordinaria, che ha ereditato da giovane la banca del padre e vive di  rendita affidando a due fidi collaboratori la gestione dell'impresa. Un  giorno, tuttavia, in seguito alla rivelazione da parte della moglie di  un suo difetto fisico (il naso leggermente storto), inizia a scoprire  che le persone intorno a lui hanno un'immagine della sua persona  completamente diversa da quella che lui ha di sé. È la consapevolezza di  essere presente nelle persone intorno a lui in centomila forme  differenti che accende il desiderio di distruggere queste forme a lui  estranee, con l'obiettivo di scoprire il vero sé stesso. Inizia, quindi,  ad agire con il fine di strappare queste immagini sbagliate di sé che  sono nelle persone, iniziando con la moglie e il suo &lt;i&gt;Gengè&lt;/i&gt; (il  nomignolo con cui lo chiamava e cui ella affidava l'immagine del  marito). La sua prima consapevolezza, dunque, ha come oggetto ciò che  non è, e nel tentativo di distruggere queste errate convinzioni, apre la  strada per la scoperta di ciò che è. La difficoltà, però, sta nel  conoscere se stesso, la vera essenza di sé. Vitangelo Moscarda tenta di  sorprenderla in un attimo in cui si affaccia sulla realtà, ma nel  momento in cui si rende conto di ciò, la fa scomparire. Ne deriva  l'impossibilità a conoscere l'io profondo, l'essenza stessa di sé.&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il protagonista arriverà alla &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Follia" title="Follia"&gt;follia&lt;/a&gt;,  che non è considerata in modo negativo, ma è considerata come un momento  in cui, sospesi tutti i comportamenti prima automatici, la facoltà  percettiva riesce ad allargarsi e vedere il mondo con "altri occhi",  perché finalmente libera dalle regole consuete.&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;L'opera finisce con la presentazione della "vera vita", finalmente  libera dalle costrizioni, capace di rinascere in ogni attimo. Vitangelo  Moscarda conclude che per uscire dalla prigione in cui la vita  rinchiude, non basta cambiare nome, ma bisogna rifiutare ogni nome,  inteso come la rappresentazione della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forma" title="Forma"&gt;forma&lt;/a&gt; di una  cosa, la sua parte statica. Proprio perché la vita è una continua  evoluzione, il nome rappresenta la morte. Dunque, l'unico modo per  vivere in ogni istante è vivere attimo per attimo la vita, rinascendo  continuamente in modo diverso.&lt;/p&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il titolo del romanzo è un'ottima chiave di lettura per comprenderlo  fino in fondo. Quella di Vitangelo Moscarda è la storia di una  consapevolezza che si va man mano formando. La consapevolezza che l'uomo  non è Uno, e che la realtà non è oggettiva. Il protagonista passa dal  considerarsi unico per tutti (&lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Uno&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;) a concepire che egli è un  nulla, (&lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Nessuno&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;), passando alla consapevolezza di se stesso che  l'individuo assume nel suo rapporto con gli altri (&lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Centomila&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;). In  questo modo, la realtà perde la sua oggettività e si sgretola  nell'infinito vortice del &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 255);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Relativismo" title="Relativismo"&gt;relativismo&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.  Nel suo tentativo di distruggere i centomila estranei che vivono negli  altri, le centomila concezioni che gli altri hanno di lui, viene preso  per pazzo dalla gente, che non vuole accettare che il mondo sia diverso  da come lo immagina. Vitangelo Moscarda è il "&lt;/span&gt;&lt;i style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;forestiere della vita&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;",  colui che ha capito che le persone sono "schiavi" degli altri e di se  stesse. Egli vede gli altri vivere in questa trappola, ma neanche lui ne  è completamente libero: il fatto che la gente l'abbia preso per pazzo è  la dimostrazione che non è possibile distruggere le centomila immagini,  a lui estranee, che gli altri hanno di lui. È possibile solo farle  impazzire. La fine del romanzo è molto profonda, conclusione degna per  un'opera di questa portata. Il rifiuto totale della persona comporta la  frantumazione dell'io, la completa, perché esso si dissolve  completamente nella natura. Pieno di significati è il rifiuto del nome,  che falsifica ed imprigiona la realtà in forme immutabili, quasi come  un'epigrafe funeraria. Al contrario della vita, che è un divenire  perenne, secondo la concezione &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 255);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vitalismo" title="Vitalismo"&gt;vitalistica&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;  di &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 255);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Pirandello" title="Luigi  Pirandello"&gt;Pirandello &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Alla base del pensiero pirandelliano c’è una concezione vitalistica  della realtà: la realtà tutta è vita, perpetuo movimento vitale, inteso  come eterno divenire, incessante trasformazione da uno stato all'altro.&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Tutto ciò che si stacca da questo flusso e assume forma distinta e  individuale, si rapprende, si irrigidisce, comincia, secondo Pirandello,  a morire. Così avviene per l'uomo: si distacca dall'universale  assumendo una forma individuale entro cui si costringe, una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maschera" title="Maschera"&gt;maschera&lt;/a&gt;  ("persona") con la quale si presenta a sé stesso. Non esiste però la  sola forma che l'io dà a sé stesso, nella società esistono anche le  forme che ogni io dà a tutti gli altri. E in questa moltiplicazione l'io  perde la sua individualità, da «uno» diviene «centomila» quindi  «nessuno».&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Dalla disgregazione dell'io individuale partono in quest’opera le  vicende del protagonista, Vitangelo Moscarda: quando la moglie, per un  semplice gioco, gli farà notare alcuni suoi difetti fisici che lui non  aveva mai notato, prima fra tutte una leggera pendenza del naso, questi  si renderà conto come l'immagine che aveva sempre avuto di sé non  corrispondesse in realtà alla figura che gli altri avevano di lui e  cercherà in ogni modo di carpire questo lato inaccessibile del suo io.  Da questo sforzo verso un obiettivo irraggiungibile nascerà la sua  follia. La follia è infatti in Pirandello lo strumento di contestazione  per eccellenza delle forme fasulle della vita sociale,l'arma che fa  esplodere convenzioni e rituali, riducendoli all'assurdo e rivelandone  l'incoscienza.&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Inizia così la serie delle pazzie di Moscarda: prima sfratta un  povero squilibrato, Marco di Dio, dalla catapecchia che persino il padre  usuraio, per pietà, gli aveva concesso gratuitamente, e in tal modo  suscita l'esecrazione di tutta la città; poi, con un improvviso colpo di  scena, rivela alla folla indignata, accorsa per assistere allo sfratto,  di aver donato un'altra casa migliore a di Dio. In seguito impone agli  amministratori di liquidare la banca paterna, maltratta la moglie Dida  (che pur ama) e la induce a lasciarlo. A questo punto i due  amministratori, la moglie e il suocero, congiurano per farlo interdire. È  avvertito da Anna Rosa, un'amica di Dida, ed egli, rivelandole tutte le  sue considerazioni sull'inconsistenza della persona, sulle forme che  gli altri ci impongono, l'affascina, ma fa anche saltare il suo  equilibrio psichico, e la donna, con gesto improvviso e inspiegabile,  gli spara, ferendolo gravemente. Ne nasce uno scandalo enorme: tutta la  città è convinta che tra lui e Anna Rosa ci sia una relazione colpevole.  A Moscarda, consigliato da un sacerdote, non resta che riconoscere  tutte le colpe attribuitegli e dimostrare un eroico ravvedimento. Dona  tutti i suoi averi per fondare un ospizio di mendicità, ed egli stesso  vi viene ricoverato, vivendo insieme con tutti gli altri mendicanti,  "vestendo la divisa della comunità e mangiando nella ciotola di legno",  come scrive Pirandello.&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;È il fallimento del tentativo del Moscarda che cerca l'evasione  attraverso la follia: nel tentativo di sfuggire alle tante forme  impostegli dalla società finirà per dover accettare una nuova, ennesima,  maschera: quella dell'adultero, e scontare per essa una pesante e  immeritata pena. Ma in questa sconfitta trova una sorta di vittoria, una  cura alle &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angoscia" title="Angoscia"&gt;angosce&lt;/a&gt; che lo perseguitavano. Se prima la  consapevolezza di non essere «nessuno» gli dava un senso di orrore e di  tremenda solitudine, ora accetta di buon grado l'&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;alienazione&lt;/span&gt;  completa da sé stesso, rifiuta ogni identità personale, arriva a  rifiutare infatti il suo stesso nome, e si abbandona allo scorrere  mutevole della vita, al divenire del mondo, «morendo» e «rinascendo»  subito dopo, in ogni attimo, sempre nuovo e senza ricordi, senza la  costrizione di alcuna maschera autoimposta, ma identificandosi in ogni  cosa, in una totale estraniazione dalla società e dalle forme coatte che  essa impone.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4961877616273692100-6594960781862994038?l=centomilaunonessuno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/feeds/6594960781862994038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/2010/06/uno-nessuno-e-centomila.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default/6594960781862994038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4961877616273692100/posts/default/6594960781862994038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centomilaunonessuno.blogspot.com/2010/06/uno-nessuno-e-centomila.html' title='Uno, nessuno e centomila'/><author><name>Aleas</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217951788658266596</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_IfiBHXp3P-w/TAV5_kAg0UI/AAAAAAAAAAg/Y5UoGjjOuAY/S220/occhio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
